TESTO INTEGRALE CON NOTE E BIBLIOGRAFIA

1. L‘attuale contesto normativo in Italia
L’attuale periodo storico vede il mondo del lavoro in un momento di profonda mutazione. L’Italia, in questo contesto, è sicuramente tra i protagonisti nel perseguire una serie di riforme socioeconomiche che possano permettere alla situazione occupazionale di rimanere, da un punto di vista legislativo, al passo con i tempi e migliorare taluni aspetti inefficienti del passato. In un contesto di questo tipo, la Legge 3 luglio 2023, n. 85, più comunemente nota come “Decreto Lavoro”, ha introdotto una serie di disposizioni focalizzate sull'inclusione sociale e sull'accesso al mondo del lavoro. Tra queste, spiccano in maniera rilevante l'Assegno di Inclusione ed il Supporto per la Formazione e l'Occupazione – quest'ultimo già attivo dal 1° settembre 2023 – entrambi varati con l’intento di facilitare l'integrazione occupazionale di individui a rischio di esclusione.
In particolare, il “Decreto Lavoro” – al proprio articolo 1 – ha introdotto l'Assegno di Inclusione come principale strumento per contrastare la povertà e l'emarginazione sociale, presentandosi come un significativo passo in avanti verso l’inclusione individuale e professionale, destinato a sostituire l’ormai superato Reddito di Cittadinanza. Il nuovo Assegno di Inclusione, che sarà pienamente operativo a partire dal 1° gennaio 2024, è concepito per i nuclei familiari che includono persone con disabilità, minori, ultrasessantenni o membri “svantaggiati”.
Stando a quanto emerge dalle prime stime dell'INPS, si prevede che circa 740.000 famiglie, giunte alla conclusione del periodo di fruizione del Reddito di Cittadinanza, saranno idonee per richiedere l'Assegno di Inclusione. Più nel dettaglio, tra i 737.400 nuclei familiari coinvolti, 348.100 includono un minore, 215.800 una persona con disabilità e 341.700 una persona con almeno 60 anni di età .
Parallelamente, il Supporto per la Formazione e l'Occupazione – art. 12 della Legge n.85/2023 – come anticipato, è stato già implementato dallo scorso 1° settembre 2023, configurandosi come una risorsa dinamica ed alternativa per gli individui che, proattivamente, vogliono inserirsi o re-inserirsi nel mercato del lavoro. Gli obiettivi che il Supporto per la Formazione e l’Occupazione persegue, e dunque le opportunità offerte, riguardando in particolare la formazione, la qualificazione e la riqualificazione professionale, oltre che nel fornire servizi di orientamento ed accompagnamento al mondo del lavoro.
2. Uno sguardo all’Europa, una normativa unitaria che ancora manca
Al di fuori dei confini italiani, in Europa, tutti gli Stati membri hanno implementato schemi di reddito minimo garantito, sebbene in modo variegato. Nel 2018, il 3,4% del PIL dell’UE è stato difatti destinato a tali misure ed al perseguimento di un reddito minimo. Tuttavia, ciò è avvenuto con modalità differenti: alcuni paesi come Svezia, Slovacchia e Spagna hanno un sistema centralizzato, altri come Austria e Paesi Bassi gestiscono localmente le proprie iniziative.
Sul punto, in effetti, vi è un vuoto normativo a livello Europeo in quanto, nonostante l’attivazione come visto di strumenti di tale tipo da parte di tutti gli Stati, non vi è una normativa unificata, il che porta a una diversità non di poco conto nelle politiche nazionali, ad esempio per quanto riguarda i requisiti di accesso, con alcune nazioni, come la Bulgaria, che impongono numerosi requisiti di accesso, indebolendo di fatto l'efficacia del sistema stesso. Inoltre, da paese a paese varia l'entità dell'erogazione, tanto che, in Italia il reddito di cittadinanza rappresenta circa un terzo del reddito medio delle famiglie, collocando il paese come il settimo in Europa per questa metrica, mentre negli Stati dell'Europa orientale come Lettonia e Romania, il reddito minimo garantito è solo l'8% del reddito mediano nazionale .
3. Il Supporto per la Formazione e l'Occupazione in Dettaglio
Tornando in Italia, lo strumento del Supporto per la Formazione e l'Occupazione è una misura destinata ad individui in età compresa tra i 18 e i 59 anni, appartenenti a nuclei familiari con un ISEE non superiore a 6.000 euro annui. La scelta strategica di sospendere il beneficio del Reddito di Cittadinanza per le famiglie prive di minori, disabili o membri over 65 ne ha ampliato l'accesso, rendendo tale programma accessibile ad una porzione di popolazione ben più ampia.
Questo strumento si rivolge come alternativa anche a tutti coloro i quali non soddisfano i requisiti di domanda per l'Assegno di Inclusione, offrendo un'opzione flessibile per chi è alla ricerca di percorsi di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro. L'obiettivo sotteso è chiaro: promuovere i livelli di occupabilità e mitigare il rischio di esclusione sociale attraverso l'accesso a opportunità formative e professionali significative.
4. Un processo avanzato di digitalizzazione nel mondo del lavoro per l’accesso a tale strumento
Un’importante novità è apportata anche dalla procedura di accesso al Supporto per la Formazione e l'Occupazione, congegnata per rispecchiare il contesto digitale contemporaneo. I potenziali beneficiari devono presentare domanda attraverso canali telematici gestiti dall’INPS, ma il passo cruciale e rivoluzionario consiste nell'iscriversi alla piattaforma del Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL), una sorta di “agente del lavoro digitale”, che catalizza la connessione tra domanda e offerta di lavoro. Si tratta, di una delle prime interazioni di carattere pubblico tra i cittadini e l’intelligenza artificiale. Per far sì che tale impegno tecnologico intervenisse nella totale sicurezza e nel rispetto della legge, si rende necessaria la sottoscrizione Patto di Attivazione Digitale (PAD). Attraverso questa ulteriore piattaforma, infatti, il beneficiario si impegna a rispondere alla convocazione del servizio per il lavoro competente al fine di stipulare il Patto di Servizio Personalizzato (PSP). All’interno di quest'ultimo, caratterizzato da flessibilità e, appunto, personalizzazione, vengono dettagliati i servizi di accompagnamento al lavoro, quali ad esempio, la partecipazione a corsi di riqualificazione professionali o persino a seminari per apprendere le tecniche di ricerche di lavoro. Nel caso in cui tale PSP non dovesse essere rispettato ed in assenza di un giustificato motivo, il cittadino interessato potrebbe perdere le indennità ed i benefici a lui concessi a tutela dell’inclusione e dell’inserimento al mondo del lavoro.
La partecipazione attiva ai programmi di attivazione nel mondo del lavoro, attestata dal Patto di Servizio personalizzato, infatti, comporta un beneficio economico equivalente ad un'indennità di partecipazione alle misure di attivazione lavorativa, pari ad Euro 350 mensili. Tale importo è elargito mensilmente dall'INPS tramite bonifico, garantendo un sostegno finanziario per l'intera durata della misura, e comunque con un limite massimo di 12 mensilità.
Tuttavia, è imperativo sottolineare come la partecipazione richieda un impegno costante, non trattandosi dunque di un mero strumento di carattere assistenziale. I beneficiari devono infatti confermare la propria partecipazione alle attività almeno ogni 90 giorni. L'omissione di tale conferma comporta la sospensione del beneficio. Da un quadro di questo tipo, non può che emergere un sistema che non incentiva esclusivamente dal punto di vista economico, ma che rappresenta un investimento nell'empowerment individuale attraverso la formazione continua e l’inserimento guidato nel mondo del lavoro.
Il Supporto per la Formazione e l'Occupazione non costituisce un programma isolato, ma si inserisce piuttosto come un elemento fondamentale di un nuovo paradigma nel mercato del lavoro italiano. Come anticipato infatti, l'introduzione della piattaforma SIISL ha generato una sorta di "mercato del lavoro digitale" che facilita la connessione tra domanda e offerta mediante l'impiego di intelligenza artificiale. Tale strumento agevola la ricerca del lavoro e l'individuazione delle attività formative più idonee per la qualificazione (o il reskilling) dei beneficiari.
In virtù delle nuove iniziative governative, pertanto, la sorveglianza ed il monitoraggio rivestono un'importanza cruciale per garantire l'adeguata implementazione delle misure. È stata infatti potenziata la sinergia tra l'Ispettorato Nazionale del Lavoro ed i Carabinieri, con l’intento, memori delle vicende che hanno fatto perdere di credibilità il Reddito di Cittadinanza, di monitorare e verificare l'osservanza delle normative vigenti.
Anche il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si è mosso in tal senso, elaborando un piano triennale per contrastare eventuali irregolarità nell'utilizzo di tali misure. Questa proattiva strategia riflette la speranza della creazione di un sistema equo e trasparente, nonché volto al successo ed alla sostenibilità delle iniziative.
5. I vantaggi non sono solo per i lavoratori: gli incentivi previsti ai datori di lavoro per le assunzioni
Il Decreto Lavoro, infine, prevede all’art. 10 anche diversi incentivi per i datori di lavoro privati che assumono beneficiari dell'Assegno di Inclusione in Italia, oltre ai naturali vantaggi di poter assumere lavoratori già parzialmente formati. In particolare, è concesso per un massimo di dodici mesi l'esonero dal versamento del 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con un limite massimo di 8.000 euro annui per i lavoratori con contratti a tempo indeterminato. Nel caso di licenziamento entro ventiquattro mesi, il datore di lavoro deve restituire l'incentivo. Per i contratti a tempo determinato o stagionale, invece, l'esonero è pari al 50%, con un limite massimo di 4.000 euro annui. Gli incentivi sono subordinati all'inserimento dell'offerta di lavoro nel SIISL. Inoltre, sono previsti contributi aggiuntivi per agenzie per il lavoro, enti del terzo settore ed imprese sociali. I beneficiari che avviano attività autonome ricevono un beneficio addizionale.
6. Alcune considerazioni conclusive
In conclusione, il Supporto per la Formazione e l'Occupazione rappresenta un passo audace verso una società più inclusiva e dinamica. In un'Italia che tenta di installare e promuovere la digitalizzazione del mercato del lavoro, questi strumenti, hanno l’obiettivo di fornire opportunità concrete a tutti coloro che ricercano l'ingresso o il reinserimento nel contesto professionale. In particolare, la novità dell'approccio personalizzato e il beneficio economico si ritiene possano attribuire a questa misura un ruolo centrale nelle strategie di inclusione sociale e lavorativa dell'Italia nel futuro prossimo. Per di più, la digitalizzazione del mercato del lavoro non solo semplifica le procedure, ma inaugura nuove prospettive di opportunità occupazionali, trasformando il modo in cui individui e aziende si connettono per costruire un futuro lavorativo più promettente e inclusivo per tutti.

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